sabato 19 dicembre 2009

secondi piatti di Natale


Salmone ai funghi

Ingredienti per 4 persone:
  • 4 fette di salmone dello spessore di circa 2 cm
  • 250 g di prataioli
  • 1 spicchio di aglio
  • 1 ciuffo di prezzemolo
  • il succo di 1/2 limone
  • 1 mestolo di brodo, possibilmente di pesce
  • 1 foglia di alloro
  • 4 cucchiai di olio
  • sale e pepe
Preparazione:
Prendete una padella in cui farete rosolare uno spicchio di aglio ben schiacciato insieme a due cucchiai di olio; unire i funghi puliti ed affettati, il succo di limone ed aggiustate di sale e pepe. Innaffiate tutto con il brodo e lasciate cuocere per 20 minuti circa, ricordandovi di aggiungere verso fine cottura, il prezzemolo tritato. Passati i 20 minuti toglete i funghi dalla padella e versate l'olio rimasto; unite l'alloro e le fette di salmone, che farete rosolare da entrambi i lati ed insaporite con una presa di sale. Quando il salmone sarà dorato, rimettete i funghi nella padella, lasciate insaporire ancora per 10 minuti e servite.




Crumble di salmone.

Ingredienti per 4 persone:
  • 700 gr di filetto di salmone fresco,
  • 80 gr di farina,
  • 40 gr di pangrattato,
  • 80 gr di burro,
  • sale,
  • qualche rametto di prezzemolo,
  • qualche rametto di aneto o di finocchietto,
  • burro per la pirofila.
Preparazione:
Togliete la pelle al filetto di salmone e eliminate le lische che si trovano da una sola parte, in una posizione un po’laterale rispetto al centro del filetto. Le lische si tolgono afferrandole con le dita oppure con una pinzette. Tagliate il salmone a dadi piuttosto grossi e metteteli in una ciotola. Unite un cucchiaino raso di sale fino e le erbe sminuzzate. Mescolate per insaporire bene tutto il pesce. Mettete la farina con il pangrattato e il burro freddo a dadini nella coppa di un robot. Unite un pizzico di sale e frullate per circa 30 secondi ad alta velocità. Otterrete un impasto fatto di tante briciole. Trasferite il pesce in una pirofila imburrata in modo che tutti pezzi siano abbastanza stretti tra loro in uno solo strato. Cospargete con le briciole senza schiacciare la superficie. Cuocete nel forno già caldo a 200° per circa 25 minuti o finché la superficie sarà dorata.

Cappone ripieno.

Ingredienti per 4 persone:

  • un cappone già pulito,
  • carne trita, 300 gr
  • pan grattato, q.b.
  • prezzemolo, q.b.
  • noce moscata, q.b.
  • uovo, 1
  • parmigiano grattuggiato, q.b.
  • aglio, 1 spicchio
  • sale, pepe, q.b.
Per il brodo
  • cipollina, 1
  • chiodo di garofano, 1
  • costa di sedano, 1
  • foglia di alloro, 1
Preparazione:
Disossate il cappone, rovesciate il collo e le ali. Mettete la carne trita in una bacinella. Unite il prezzemolo precedentemente tritato con l'aglio. Aggiungeteci l'uovo e un cucchiaio abbondante di parmigiano grattuggiato. Regolate di sale e pepate. Unite un pizzico di noce moscata. Amalgamate con del pan grattato in caso l'impasto non risulti troppo consistente. Farcite con il composto l'interno del cappone. Cucite con spago da cucina l'apertura. Ricopritelo con una garza sterile. Legatelo bene. Preparate un brodo con una cipolla steccata con il chiodo di garofano, sedano, carota e la foglia di alloro. Adagiateci il cappone e lessatelo per circa due ore. Potete, a fine cottura, passare il cappone al tegame con del burro per farlo dorare. Quindi servire.Tempo di Cottura: 120'

primi piatti di Natale




Risotto al radicchio e gorgonzola

Ingredienti:(6 persone)
  • 1 (1000 g) - salmone,
  • 6 - uova,
  • 1 - limone,
  • 1 confezione - gelatina istantanea,
  • q.b. - alloro,
  • q.b. sale e pepe,
  • q.b. - granelli di pepe,
  • q.b. - maionese,
  • q.b. - riccioli di burro.


Preparazione:

Preparate una pentola con abbondante acqua salata, fette di limone, granelli di pepe (non tutti, ve ne serviranno altri!), alloro.Lessate il salmone per quaranta minuti.Intanto preparate la gelatina.Fate rassodare le uova, cuocendole dieci minuti in acqua bollente.Scolate bene e disponete su un vassoio il pesce, adagiato su di un fianco.Spellatelo con delicatezza. (In alcune versioni, si lasciano delle strisce di pelle, alternandole a strisce spellate e decorate, creando un effetto "a zebra").Spennellate la carne (solo sul fianco esposto, ovviamente!) con un terzo della gelatina.Raffreddate le uova (se sono ancora calde, mettetele sotto acqua corrente). Rimuovetene il guscio e tagliatele a fettine.Ornate il pesce con le fettine di uova sode.Aggiungete granelli di pepe, striscioline di maionese, riccioli di burro, e altro di vostro gradimento! Rivestite con la restante gelatina.Mettete in frigorifero, e lasciatelo per almeno 4 ore a solidificare.Servite!


Bavette al salmone.

Ingredienti per 4 persone:
  • 350 gr di bavette
  • 30 gr di salmone affumicato
  • 1 bicchiere di latte
  • qualche stelo di erba cipollina
  • 10 gr di burro - sale

Preparazione:

Fate lessare la pasta in abbondante acqua salata: scolatela al dente. Tagliate il salmone a striscioline e fatelo cuocere in un tegame con il latte ed 1 pizzico di sale. Versate il condimento sulla pasta, unite il burro e lasciate insaporire per 1 minuto; quindi cospargete di erba cipollina tagliuzzata. Tempo di Cottura: 20'





Zuppa di gamberetti.

Ingredienti per 4 persone:
  • 300 g di gamberetti schie
  • 300 g di patate nuove
  • 150 g di panna liquida
  • 1 carota
  • 1 porro
  • 50 g di burro
  • fecola
  • scalogno
  • timo
  • cognac
  • vino bianco secco
  • olio d'oliva
  • sale

Preparazione:

Lavate bene i gamberetti e fateli sgocciolare. Tritate finemente fine lo scalogno e tagliatele a dadini il porro e la carota. Fate rosolare tutto, insieme a 40 g di burro, a fuoco vivo ed aromatizzate il soffritto con un rametto di timo. Poi aggiungete i gamberetti e irrorate con un terzo di bicchiere di Cognac e fate fiammeggiare i gamberetti in questo modo: inclinate la casseruola verso la fiamma alzata al massimo, fino a quando l'alcol non sarà del tutto evaporato, dopodiché abbassate un pò la fiamma ed unite anche un bicchiere di vino bianco secco. Quando il vino sarà parzialmente evaporato, aggiungete 1,5 litri d'acqua calda, aggiustatela di sale e fatela bollire coperta, a fiamma media, per circa 35 minuti. Nel frattempo: lavate, asciugate e tagliate a dadini le patate; mettete a scaldare il restante burro in una padella a cui aggiungerete 2 cucchiai di olio e fateci cuocere le patate, aggiustandole di sale. Riprendete la zuppa di gamberetti, passatela al passaverdura con il disco medio, poi frullatela brevemente e ponetela in un'altra casseruola. Rimettete sul fuoco e aggiungete alla zuppa 2 bicchieri di fecola fatta sciogliere in poca acqua fredda, in modo da renderla più densa; quindi aggiungete la panna che renderà la zuppa più omogenea. Lasciate ancora a bollire per altri 5-6 minuti, poi spegnete. Versatela nei piatti di ciascun ospite su cui avrete prima distribuito le patate a dadini.Tempo di Cottura: 40'

venerdì 18 dicembre 2009

antipasti di Natale

Quando si dice Natale si dice anche buon cibo. Le ricette dei piatti di Natale sono molto speciali e seguono in ogni Regione antiche tradizioni. Per molti di noi il Natale è collegato a grandi banchetti di piatti prelibati, che sia per la Cena della Vigilia di Natale o per il Pranzo di Natale, in queste occasioni ci si cimenta con un vero e proprio Menù di Natale da preparare per tutta la famiglia. In questo sito potete trovare molte ricette di piatti tipici per preparare un Menù di Natale degno del miglior ristorante!!Tra i piatti più classici e tradizionali o quelli particolari, ho scelto alcune ricette per il vostro cenone o pranzo di Natale.

Crostini al tartufo

Ingredienti per 4 persone:
  • 8 fette di pane
  • 50 gr. di burro
  • 30 gr di parmigiano grattugiato
  • 15 gr di tartufo nero
  • 1 cucchiaio di cipolla tritata
  • sale - pepe q.b.

Preparazione:

Fate fondere la metà del burro in un tegamino e poi unite il parmigiano e la cipolla tritata. Lavorate a crema il burro rimasto con un pizzico di sale e pepe.Tostate le fette di pane nel forno e bagnatele con il composto di burro fuso e formaggio. Lasciatele raffreddare e quindi cospargetele con qualche scaglia di tartufo. Tempo di cottura 5 minuti.



Tramezzini di caviale

Ingredienti per 4 persone:
  • 100 gr di caviale
  • 100 gr di burro
  • 12 fette di pan carrè
  • 10 filetti d'acciuga
  • 1 cucchiaino di vodka Smirnoff
Preparazione:
Lavorate il burro a crema.Dissalate le acciughe e riducetele in poltiglia con l'aiuto di un mortaio.Aggiungete la vodka al burro, goccia a goccia, poi unite le acciughe.Tostate il pan carrè per qualche minuto nel forno caldo, eliminate i bordi scuri e tagliate la mollica a triangolo.Spalmate i tramezzini così ottenuti con il burro mantecato e nel mezzo sistemate un mucchietto di caviale.Adagiate i tramezzini su un piatto da portata e servite accompagnando da un bicchierino di vodka fredda

Pâté di coniglio
Ingredienti per 6 persone:
  • 1 coniglio di 1 kg circa,
  • rosmarino,
  • salvia,
  • 200 gr circa di burro,
  • 100 gr di prosciutto cotto in una sola fetta,
  • 1 dl di Porto,
  • 1 bicchierino da liquore Cognac o Brandy ed 1 di whiskey,
  • 1 bicchiere di vino bianco,
  • sale, pepe q.b.
Preparazione:
Sistemate il coniglio tagliato a pezzi in una pirofila con circa 30 gr di burro e le erbe aromatiche e cuocetelo arrosto per 1 ora a 190°. A metà cottura, bagnatelo con il vino bianco. Lasciate intiepidire il coniglio e disossatelo, prelevando tutta la carne con le dita. Mettete tutta la carne in una padella con il prosciutto tagliato a dadini ed il fondo di cottura rimasto nella pirofila, sgrassato. Unite il Cognac, il Whiskey e il Porto, salate, pepate e scaldate a fuoco medio. Fate fiammare e lasciate sul fuoco fino a quando la fiamma si esaurirà. Lasciate raffreddare, sistemando la padella in modo che rimanga inclinata per "scolare" la carne dei suoi sughi. Frullate ora la carne con il tritatutto e, quando è ridotta quasi a crema, unite il burro freddo a pezzetti, continuando a frullare piano fino ad avere un impasto omogeneo. Alla fine, correggete eventualmente di sale. Trasferite il pâté in una terrina o in un altro contenitore. Premete bene sulla superficie e coprite. Lascia in frigo per diverse ore. Servite tagliato a fette, con pane tostato e sott'aceti vari

...suggerimenti per la decorazione della tavola a Natale



Una tavola perfetta si apparecchia rispettando un unico tema, ciò significa che se avete deciso di orientarvi su linee classiche tendenti ad esempio all’oro, all’argento o al bianco, le posate e i piatti, così come centrotavola e segnaposto, devono essere altrettanto eleganti. Stesso principio vale per un tema più rustico, giocoso, minimale e così via.
Tovaglia:E’ consigliabile scegliere una tovaglia sul rosso, il bianco o il verde, oppure unire due colori come argento e blu, o dorato e blu, o rosso e dorato. Se la tovaglia è tinta unita, i tovaglioli sarebbe meglio che contrastino.
Tovaglioli:Il tovagliolo può essere legato con un nastrino dorato o argentato che avvolge un rametto di abete o una piccola pallina dell’albero. I tovaglioli si possono piegare a triangolo, a forma di candela, oppure piegati a ventaglio all’interno dei bicchieri.
Centrotavola: se
volete optare per qualcosa di moderno ed esclusivo, puntate sulle candele galleggianti.
Segnaposto:Qui le possibilità sono infinite, sempre in base al tema scelto. Potere realizzare segnaposto a biglietto da stampare,
se è rustico-campagnolo su piccole decorazioni in legno per albero di natale o su ramoscelli di abete, se invece il tema è moderno e minimale, tentate con piccole campanelle in carta, o palline natalizie su cui scrivere il nome degli ospiti con un pennarello.
Posate e piatti:I piatti vanno posizionati in modo asimmetrico, mentre quanto alle posate le forchette vanno a sinistra e sono tante quante le portate. Potete anche aggiungere in seguito le posate mancanti, per non ingombrare la tavola. Il coltello va a destra e accanto ad esso, se c’è una minestra, va il cucchiaio. Dalla parte superiore del piatto, vanno disposte le forchettine per la frutta e il cucchiaio per il dolce.

giovedì 12 novembre 2009

polpette



Oggi vi propongo una delle mie ricette preferite: le polpette. Le adoro, ne mangio in gran quantità, fredde, calde, il giorno dopo...!!Sopratutto la domenica..che domenica sarebbe senza le polpette??
Ingredienti :
(non so dirvi bene le quantità perchè quando le preparo vado ad occhio):
  • uova
  • sale e pepe q.b.
  • macinato di manzo
  • pane raffermo bagnato nell'acqua
  • tanto parmiggiano
Preparazione:

Prendete il pane bagnato strizzatelo ben bene e mettete gli ingredienti in una terrina, impastate con le mani finche' il composto non sarà ben amalgamato. Preparate una padella con abbondante olio e fatelo riscaldare. Nel frattempo iniziate a fare le polpette, ricordate: grandi o piccole che siano devono essere ben schiacciate. Appena l'olio e' pronto friggetele, la crosta esterna deve diventare scura e croccante. Buon appetito!!

domenica 8 novembre 2009

cioccolata calda


Ingredienti (per due persone):
  • due buste di cioccolato ciobar;
  • 250 ml di latte;

Preparazione:

Mettete il cioccolato in un pentolino antiaderente con meta' della quantità di latte, scaldate a fiamma moderata. Aggiungete man mano il latte mescolando sempre, finchè non giunge ad ebollizione ed il composto non si addensa. Versatelo nelle tazze e servitelo bollente.

lunedì 12 ottobre 2009

pastiera

La pastiera napoletana è il classico dolce pasquale partenopeo. Per i napoletani la pastiera non è solo un dolce ma un vero e proprio rito con tempi e modalità ben definiti: dalla preparazione, rigorosamente effettuata il giorno del giovedì santo; alla cottura, che un tempo avveniva nel forno rionale, dove, dal primo pomeriggio, quando la temperatura del forno si era addolcita, iniziava la processione di coloro che portavano a cuocere le pastiere.
Le case, le strade tutto a Napoli odora di pastiera nei giorni tra giovedì e venerdì prima di Pasqua: un odore caldo, dolce e fruttato che nasce dall'acqua di fior d'arancio e dagli ingredienti sapientemente mescolati.La pastiera era ed è tutt'ora oggetto di scabio tra le famiglie, una sorta di regalo pasquale: ogni famiglia ne preparava più di una, coinvolgendo nella preparazionei i nipoti, la madre e la nonna.
Le origini della pastiera non sono note con esattezza, tutte le ipotesi hanno come fulcro il periodo pasquale, a conferma dello stretto legame tra la pastiera e questo rituale religioso. Nell'attuale versione, fu inventata probabilmente da una suora, in un monastero dimenticato napoletano. Come ogni cibo della tradizione che si rispetti, le leggende sulla pastiera si sprecano: una delle più conosciute narra di Maria Teresa D'Austria, consorte del re Ferdinando II di Borbone, soprannominata dai soldati "la Regina che non sorride mai", dopo aver assaggiato una fetta di pastiera non poté far a meno di sorridere. Pare che a questo punto il Re esclamasse: "Per far sorridere mia moglie ci voleva la Pastiera, ora dovrò aspettare la prossima Pasqua per vederla sorridere di nuovo".

Ingredienti per la pasta frolla:
  • 300 gr farina 00,
  • 2 uova,
  • 100 gr burro,
  • 100 gr zucchero,
  • 1 scorza di limone grattuggiato,
  • 1 cucchiaino di lievito per dolci
Per cuocere il grano:
  • 200 gr di grano lasciato a bagno 2-3 giorni
  • ½ lt di latte,
  • la scorza di mezzo limone
  • un pizzico di sale
  • la scorza grattugiata di mezza arancia
  • un pizzico di cannella e di vaniglia
Ingredienti per il ripieno:
  • 300 gr di ricotta
  • 250 di zucchero
  • 5 tuorli d'uovo
  • 50 gr di acqua di fiori d'arancio
  • 5 albumi montati a neve
  • zucchero a velo q. b
Preparazione:
Disponete la farina a fontana, mettere al centro lo zucchero, il burro a sfoglie, le 2 uova, la buccia grattugiata di un limone e un cuchiaino di lievito per dolci.Amalgamate gli ingredienti velocemente lavorando l’impasto con la punta delle dita. Amalgamate il tutto fino a formare una palla .Avvolgete il panetto nella pellicola e metterlo in frigo per almeno mezz’ora. (se la vostra frolla impazzisce, ovvero durante la lavorazione si sbriciola, basterà aggiungere all’impasto un pò di acqua fredda o mezzo albume per recuperarla e renderla più elastica). Cuocete il grano nel latte con la scorza di limone e un pizzico di sale per 4 ore a fuoco basso ben coperto. Quando sarà cremoso profumare con la scorza dell'arancia, la cannella e la vaniglia. Mettere in una terrina e togliere la scorza intera del limone. Lavorate in una terrina la ricotta con lo zucchero, i tuorli d'uovo, l'acqua di fiori d'arancio, i canditi e il grano. Da ultimo aggiungere gli albumi montati a neve. Dividete la pasta frolla in due pezzi diseguali. Con il più grande foderate una tortiera dai bordi alti del diametro di 25 cm imburrata e infarinata. Farcire con il ripieno e con la rimanente pasta formare una bella grata a strisce larghe. Cuocere a 180°C per 45 minuti circa. Servire fredda

Pizza salsiccia e friarielli - Pizza con la scarola

..amo la cucina perchè amo mio padre e lui mi ha trasmesso questa passione. Mio padre è un uomo eccezionale sopratutto ora, ora che soffre.E ' forte, forte, forte ed io so che lui puo' farcela. Lo guardo, mi fa un okkiolino e capisco che anche oggi è andata. Ora vi propongo delle ricette che lui ama accompagnate da un bel bikkierino di vino rosso, rigorosamente della sua cantina. Spero di tornare ad aiutarlo a fare il vino e a litigare in cucina. Passione e dedizione ... sempre.


Pizza salsiccia e friarielli



I friarielli sono una varietà di verdura che abbiamo qui a Napoli, assomigliano ai broccoli, ma hanno un sapore più amarognolo. Nella cucina napoletana i friarielli formano un binomio indissolubile con la salsiccia .

Ingredienti per la pasta:

  • 500 gr di farina
  • 1 dado di lievito
  • 1 bicchiere scarso di olio extravergine
  • sale,pepe
  • acqua tiepida

Ingredienti per il ripieno:

  • 2 fasci di friarielli
  • 2 salsicce
  • 100gr di provola
  • olio extravergine d’oliva
  • due spicchi d’aglio
  • sale, peperoncino

Preparazione:

Sciogliete il lievito con un po' di acqua tiepida, impastatelo con un pugno di farina e lasciate crescere il panetto per una mezz'ora. Disponete la farina a fontana, metteteci al centro l'impasto di lievito lasciato crescere prima, l'olio, il sale il pepe ed impastate tutto aggiungendo man mano dell'acqua tiepida sino ad ottenere una pasta piuttosto morbida. Lavorate bene l'impasto e mettetelo a crescere poi in un luogo tiepido per una ventina di minuti. Pulire i friarielli eliminando i gambi e le le foglie più dure. Lasciar bollire in abbondante acqua fino a che non si saranno ammorbiditi. In una padella mettete l'olio e fate soffriggere l'aglio ed aggiungete le salsicce sbriciolate che lascerete rosolare. Unite i friarielli (ai quali avrete eliminato l’acqua in eccesso) ed un paio di spicchi d’aglio. Aggiungere il sale ed il peperoncino. Lasciar insaporire una quindicina di minuti, rigirando di tanto in tanto. Dividete l'impasto cresciuto in due parti non proprio uguali e stendetele. Con la porzione leggermente più grande foderate un ruoto che avrete unto in precedenza. Metteteci dentro la salsiccia, i friarielli, la provola e copritela con l'altra parte di pasta. Aiutatevi con i rebbi della forchetta per fissare i bordi. Infornate a 180 gradi per circa 45 minuti. Servitela rovente.

Pizza con la scarola

E' una ricetta tipica campana che si usa fare durante le feste natalizie e si consuma ai pranzi delle vigilie. A' pizz ca' scarola, ovvero una torta salata ripiena di scarole ricce (indivia scarola). Le versioni sono tante, io la preparo cosi'.

Ingredienti per la pasta (gli stessi della ricetta precedente)

Ingrdienti per il ripieno:

  • 1,5 kg di scarola mondata
  • uno spicchio di aglio
  • 50 gr di capperi
  • 100 gr di olive nere di gaeta
  • cucchiaio pinoli
  • olio extravergine quanto basta
  • pepe, sale se occorre

Preparazione:

Preparate la pasta come nella ricetta precedente. Pulire la scarola eliminando le foglie più esterne e conservando quelle interne. Lavatela, tagliatela a pezzi e sbollentatele fino a quando non si sara' ammorbidita. Sgocciolatela e, aiutandovi con un mestolo, cercate di eliminarne tutta l'acqua. In una padella fate soffriggere l'aglio nell'olio e quando imbiondisce aggiungeteci i capperi, le olive snocciolate e la scarola. Lasciate insaporire a fuoco vivo solo se necessario, aggiungete il sale. Dividete l'impasto cresciuto in due parti non proprio uguali e stendetele. Con la porzione leggermente più grande foderate un ruoto che avrete unto in precedenza. Metteteci dentro la scarola condita e copritela con l'altra parte di pasta. Aiutatevi con i rebbi della forchetta per fissare i bordi. Infornate a 180 gradi per circa 45 minuti. Mangiatela fredda, calda o tipida ma non bollente. E' una vera bonta'.


domenica 11 ottobre 2009

calamarata con gamberi e zucchine


La calamarata è un formato di pasta insolito ed originale tipoco della cucina campana. Il nome, molto singolare, deriva dalla somiglianza di questo formato di pasta agli anelli di calamari.

Ingredienti per 4 persone:

  • 400gr. di pasta formato calamarata
  • 300gr. di gamberi, anche surgelati
  • 250gr. di piccole zucchine con il fiore
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 mazzetto di prezzemolo
  • 1 bustina di zafferano
  • ¼ di bicchiere di vino bianco secco
  • olio extravergine d'oliva
  • sale e pepe q.b.

Preparazione:

Lavate i gamberi sotto un getto d’acqua corrente e privateli della buccia, scolateli e metteteli da parte. Nel frattempo mettete sul fuoco una pentola con dell’acqua in cui poi cuocere la pasta. Adesso separate i fiori dalle zucchine e puliteli eliminando tutte le foglie intorno al fiore, e poi tagliateli a strisce. Tagliate le estremità delle zucchine, lavatele e tagliatele a rondelle.
Fate scaldare un filo d’olio in una padella e mettete a cuocere le zucchine. Aggiungete un mestolo d’acqua calda e portate a cottura le zucchine, lasciandole sul fuoco per circa 5 minuti. A circa due minuti dalla fine della cottura unite i fiori e salate leggermente. Una volta pronte, mettete le zucchine da parte in un piatto. Nella stessa padella in cui avete cucinato le zucchine mettete ad imbiondire lo spicchio d’aglio sbucciato con un filo d’olio. Quando l’olio si sarà insaporito aggiungete i gamberi. Versate in padella il vino bianco, alzate il fuoco e lasciate cuocere i gamberi fino a quando il vino non sarà sfumato. A questo punto unite ai gamberi le zucchine ed i fiori, lo zafferano sciolto in pochissima acqua tiepida, aggiustate di sale e pepe e saltate in padella per qualche istante. Per concludere non vi resta che far cuocere la pasta in acqua bollente leggermente salata, scolarla al dente e saltarla in padella insieme al condimento. Se la pasta è troppo asciutta aggiungete un filo d’olio. Adesso mettete la pasta in una zuppiera, cospargete il prezzemolo finemente tritato e servite ancora calda in tavola.

Consiglio di accompagnare questo piatto con un Coda di volpe. Questa antichissima varietà campana a bacca bianca, citata da Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia, è un vino che riserva sorprese davvero significative, esso nella sua tipicità, non è popolare come la Falanghina ma neanche alla moda come altri vitigni internazionali e chi la sceglie in genere sa bere e apprezza la sua caratterizzazione varietale decisamente inconfondibile. Ha foglia grande, pentalobata, di colore verde chiaro; grappolo grosso, spargolo, a volte serrato, di forma piramidale, alato; acino piccolo e regolare, sub-rotondo, buccia consistente giallastra e pruinosa. Ha una buona produttività ma è poco vigorosa; matura mediamente nella seconda quindicina di settembre.Questo vitigno è diffuso in tutta la Campania, il suo nome deriva dal latino Cauda Vulpium per la sua forma caratteristica che ricorda appunto la coda della volpe e ha molti sinonimi fra cui Coda di Pecora, Pallagrello Bianco, Durante e Falerno. La sua storia è semplice e appartata perché veniva utilizzata dai contadini irpini per tagliare il greco e il fiano riuscendo ad abbassare subito l`acidità e anticipando così i tempi del consumo, poi la scelta di anticipare leggermente la vendemmia e di vinificarla in purezza segnando, vendemmia dopo vendemmia, decisi passi in avanti. Oggi ne esistono anche interpretazioni in legno. La curiosità di questo vitigno è nella sua tradizionale diffusione soprattutto nelle zone di rosso lungo l`asse che da Taurasi porta a Torrecuso, le migliori aziende impegnate con l`Aglianico in genere lo propongono per completare la linea. Rispetto agli altri bianchi, la Coda di Volpe si abbina per vocazione alla cucina contadina dell`Appennino Meridionale. Un particolare importante è la sua durata: dopo i due anni cede sempre. In purezza è doc come Lacryma Christi, Sannio e Taburno e nelle igt Beneventano e Pompeiano.

venerdì 9 ottobre 2009

torta ai tre cioccolati


Ingredienti per il pan di Spagna:
  • 3 uova (tuorli e albumi separati)
  • 125 gr di zucchero
  • 55 gr di farina
  • 20 gr di cacao amaro

Ingredienti per la mousse:

  • 450 ml di panna da montare
  • 100 gr di cioccolato bianco
  • 100 gr di cioccolato al latte
  • 100 gr di cioccolato fondente
  • 3 uova più 3 tuorli
  • 40 gr di zucchero

Preparazione:

Per il pan di Spagna montate 3 tuorli con 125 gr di zucchero finché avrete ottenuto un composto spumoso al quale unirete gli albumi montati a neve. Aggiungete 20gr di cacao amaro ai 55 gr di farina setacciata e unite al composto. Mescolate dal basso verso l’altro, per non smontare il composto; disponetelo in uno stampo a cerniera di 22cm (o 24cm) di diametro imburrato e infarinato. Mettete in forno a 180° per circa mezzora. Lasciate che si raffreddi completamente prima di sformarlo. Ricavate dal pan di Spagna un disco sottilissimo (3-4mm) che userete come base della vostra torta a mousse. Per le mousse. Mettete la base del pan di Spagna nello stampo a cerniera, dello stesso diametro della base ovviamente. Ricoprite la base con carta da forno. In una terrina ampia, montate la panna con una frusta elettrica. Mantenetela in frigorifero e toglietela ogni qualvolta vi servirà. Fate fondere, separatamente, a bagnomaria (o anche al microonde), il cioccolato bianco, quello al latte e quello fondente. Preparate quindi la mousse al cioccolato fondente: montate in una ciotola un uovo, un tuorlo e 40gr di zucchero, sbattendoli con una frusta elettrica fino a che non risultino ben gonfi e spumosi; quindi unite il tutto al cioccolato fondente. Aggiungete 150 gr di panna montata e mescolate bene con la frusta dal basso verso l’alto. Versate sul fondo di pan di Spagna il composto e livellate bene la superficie. Riponete quindi il dolce nel freezer. Nel frattempo preparate la mousse al cioccolato al latte: montate ancora un uovo e un tuorlo, unite il tutto al cioccolato al latte fuso e infine aggiungete ancora 150 gr di panna montata, precedente come per il cioccolato fondente. Togliete lo stampo dal freezer, versate il composto sulla mousse di cioccolato fondente e livellate anche questo secondo strato. Riponete di nuovo nel freezer. Unite al cioccolato bianco fuso l’ultimo uovo montato con il tuorlo e aggiungetevi la panna montata rimanente e mescolate bene come al solito. Togliete lo stampo dal freezer, distribuite l’ultimo strato di cioccolato (bianco) sullo strato di mousse di cioccolato al latte e livellate benissimo. Rimettete lo stampo nel freezer per 3-4 ore. Al momento di servire, togliete la mousse ai tre cioccolati dallo stampo e decoratela con scaglie di cioccolato.

lunedì 5 ottobre 2009

totani e patate



Ingredienti:(per 4 persone)
  • 600 gr. di totani
  • 1 kg. di patate
  • 100 gr. di Pomodorini
  • Olio d’oliva
  • Vino bianco
  • Aglio
  • Prezzemolo
  • Peperoncino
  • Sale

Preparazione:

Mettate le patate e tagliatele a tocchetti. Rosolatele in una casseruola con l’olio d’oliva e il sale. Mettetele da parte. Nella stessa casseruola spadellare i totani puliti , tagliati a listarelle, con l’olio d’oliva,l’aglio e il peperoncino. Lasciate cuocere. Quando i totani avranno eliminato la loro acqua , irrorate con il vino e fate evaporare. Intanto pulite i pomodorini, schiacciateli e aggiungeteli nella casseruola insieme ai totani .Continuate la cottura per altri 10 minuti. Tagliate le patate a pezzi grossi e unitele ai totani. Salate al punto giusto. Coprite la casseruola e lasciate cuocere adagio per 10 minuti.A questo punto unite il prezzemolo tritato, infine aggiungete un filo d’olio d’oliva.

babba' al limoncello


Ingredienti:(per 6 persone)
  • 350 g di farina
  • 250 gr. di burro
  • 6 uova
  • 2 dl di latte
  • 20 gr. di lievito
  • 1 bicchiere di acqua
  • 100 gr. di zucchero
  • Mezzo bicchiere di Limoncello
Preparazione:

Stemperate il lievito in un po' di latte tiepido e impastatelo con la farina per ottenere una pasta elastica e omogenea, da far lievitare. Quando l’impasto avrà raddoppiato il suo volume, incorporate le uova e il burro. Lavorate bene e versate il tutto in uno stampo da babà precedentemente unto. Lasciate che lieviti una seconda volta. Fate cuocere in forno già caldo a 180° per 15-20 minuti. Nel frattempo preparate lo sciroppo al limoncello, facendo sciogliere lo zucchero nell'acqua su fuoco basso e facendo sobbollire finché non comincia a filare. Quando sarà quasi freddo, aggiungetevi il limoncello. Bagnare il babà con lo sciroppo.

pasta e fagioli


Ingredienti:

  • 500 gr di fagioli tondini bianchi
  • 10 cozze
  • 10 gamberi
  • 500 gr di corallini
  • 200 gr d'olio d'oliva
  • prezzemolo
  • aglio
  • pepe e sale

Preparazione:

Lessate i fagioli, mettetene un mestolo da parte, setacciate il rimanente in un passaverdure. Lessate i gamberi, sgusciateli e tagliateli a pezzettini. Intanto cuocete le cozze in un tegame coperto e senza acqua; quando sono tutte aperte sgusciatele e tagliatele a pezzettini; filtrate l'acqua prodotta dalle cozze e mettete il tutto da parte. Soffriggete l'aglio nell'olio, aggiungete cozze e gamberi e lasciateli cuocere per 10 minuti. Aggiungete il passato di fagioli, l'acqua delle cozze e il prezzemolo tritato molto finemente e amalgamate il tutto. A parte cuocete i corallini in acqua salata, a metà cottura colateli e uniteli al passato di fagioli aggiungendo il mestolo di fagioli precedentemente messo da parte. Pepare e ultimate la cottura.

funghi fritti


I funghi fritti, o meglio impanati e fritti, sono semplicemente favolosi; gustateli caldi spolverati appena di sale e limone.


Ingredienti:

  • porcini freschi, preferibilmente grandi e sani
  • pan grattato
  • uova
  • olio di semi per friggere (monoseme di arachide, o girasole o mais)
  • uova
  • sale
  • limone per accompagnare

Preparazione:

Eliminate la parte terrosa dei gambi dei funghi, puliteli con una pezzuola umida, e poi tagliateli a fette. Passate le fette di fungo nelle uova sbattute, e poi nel pangrattato. Friggete i funghi in abbondante olio ben caldo, fino a che assumano un bel colore dorato. Scolateli, e metteteli a perdere l’eccesso di unto su della carta da cucina. Serviteli subito ben caldi dopo averli spolverati di sale. Accompagnateli da spicchi di limone. Anche altri tipi di fungo sono ottimi fritti, per esempio le mazze di tamburo, ma in questo caso lasciate le cappelle intere e non taglaitele a fette.

domenica 4 ottobre 2009

crema di liquore al cioccolato

Ingredienti:
  • 210 gr. di cioccolato fondente
  • 180 gr. di latte
  • 300 gr. di acqua
  • 510 gr. di zucchero
  • 310 gr. di alcool puro 90°
  • un pizzico di vaniglia
  • un bicchierino di rhum

Preparazione:

Riducete il cioccolato fondente in scaglie mettetelo in un pentolino a bagnomaria con meta' acqua
fallo sciogliere a fuoco dolcissimo senza farlo bollire. Una volto sciolto unite la vaniglia e aggiungete a filo il latte e l'acqua rimasta con lo zucchero, otterrete una crema fluida. Mettete il resto degli ingredienti rimasti. Fate raffreddaare il tutto e mettete nelle bottiglie chiudendole.

venerdì 2 ottobre 2009

alici marinate

Le alici marinate possono essere preparate col limone o con l'aceto. In entrambi i casi il procedimento di cottura della carne delle alici avviene per contatto con il liquido. Con il limone sono sufficienti 3 o 4 ore di marinatura mentre con l'aceto almeno 12 ore.
Per prima cosa preparate le alici: squamatele con un coltello, tenendole per la coda e grattando verso la testa. Quindi apritele a libro ed eliminate la lisca centrale.
Lavate le alici con acqua fredda corrente ed asciugatele aiutandovi con carta da cucina assorbente.
Prendete un recipiente di vetro e cominciate a disporre uno strato di alici sul fondo. Tagliate un limone e cospargete di succo (o di aceto), fate un altro strato di alici e versate sopra altro succo di limone (o di aceto).
Riponete il recipiente in frigorifero e lasciate marinare le alici per almeno tre ore, nel caso si tratti di limone, o per una giornata se utilizzate l'aceto. Trascorso questo tempo, scolate le alici e mettetele in un altro recipiente.
Fate uno strato di alici e cospargete di prezzemolo fresco tritato, aglio e olio extravergine d'oliva. Fate un altro strato di alici e mettete altro olio, prezzemolo e aglio. Concludete seguendo ripetutamente questo procedimento.
Le alici così preparate sono un ottimo antipasto freddo e si mantengono in frigo per giorni e giorni.

mercoledì 30 settembre 2009

dentice al vino con i peperoni



Ingredienti:
  • 1kg di dentice
  • 1 peperone rosso
  • 1 peperone verde
  • 1 cipolla
  • 1 rametto di timo
  • 150 ml di vino bianco
  • 40 ml di olio di oliva
  • sale e pepe

Preparazione:

Pulite il pesce ed eliminate le interiora, lavatelo bene sia dentro che fuori, asciugatelo con la carta da cucina. Lavate i peperoni, asciugateli ed eliminate il picciolo. Divideteli a metà, togliete i fili bianchi e quelli interni, poi tagliateli a striscioline spesse circa mezzo centimetro. Lavate la cipolla, sbucciatela e tagliatela a spicchi di circa mezzo centimetro.
Scaldate il forno a 180°C. ungete un pezzo di carta da forno e mettetelo in una pirofila, sistemate dentro il pesce, farcite il ventre del pesce con erbette aromatiche e sistemate le cipolle sul fondo, distribuite sopra le striscioline di peperoni, aggiustate di sale e pepe e completate con l’olio rimasto, chiudete il cartoccio e infornate per 10 minuti.
Togliete la pirofila dal forno e aprite un pò il cartoccio, mettete dentro il vino e richiudetelo. Rimettete la pirofila in forno e cuocete per 20 minuti, la superficie deve essere ben dorata, se occorre potete fare cuocere altri 10 minuti. Togliete il pesce dal forno e fate riposare per un minuto, decorate con il timo e servite.

pancakes con crema di lamponi


Oggi prepariamo i pancakes con crema di lamponi, una ricetta golosa e buonissima da servire a colazione ma anche per merenda. io adoro fare i pancakes d’inverno, sono il modo migliore per iniziare la giornata e poi in casa resta un delizioso profumo per almeno un paio d’ore!

Ingredienti per i pancakes con crema di lamponi (dosi per 4 persone):
  • 200 gr di farina 1 cucchiaino di lievito per dolci 1 cucchiaio di zucchero
  • 2 uova
  • 375 ml di latte
  • 30 gr di burro
  • 20 ml di olio
  • 300 gr di lamponi
  • 30 gr di zucchero a velo sale
  • 1 cucchiaino di succo di limone

Preparazione:

In una ciotola versate la farina setacciata, lo zucchero, il sale e il lievito, poi in un’altra ciotola mescolate le uova, il latte e il burro fuso, mescolate gli ingredienti secchi e quelli liquidi fino ad avere una pastella omogenea.
Lavate i lamponi e poi tamponateli con la carta da cucina, se usate quelli surgelati fateli scongelare a temperatura ambiente. Mettete i lamponi, lo zucchero a velo e il limone nel bicchiere del frullatore e frullate per qualche minuto, se la salsa è troppo liquida fatela stringere in una padellina per 5 minuti, poi versatela in una ciotolina.
Ungete una padellina con l’olio e versate mezzo mestolo di pastella e fate cuocere finchè cominceranno a comparire le bolle, girate il pancake con una forchetta e completate la cottura dall’altro lato per 2 minuti. Mettete il pancake pronto su un piatto e poi procedete in questo modo fino ad esaurimento della pastella. Mettete i pancakes ben caldi in un piatto da portata uno sopra l’altro come una torre, poi versate sopra un pò di crema di lamponi, decorate con qualche lampone e servite.

tempura


Il Tempura è la tipica pastella giapponese per friggere pesce, soprattutto crostacei (gamberetti, ostriche, capesante, ecc.), e verdure (peperoni, fagioli, funghi, zucchine, ecc.). Si tratta di una pastella molto leggera, croccante e friabile, sembra importata dai gesuiti portoghesi nel XVII secolo. A differenza di altre pastelle, gli ingredienti devono esser ben freddi e la temperatura dell’olio (rigorosamente di semi di soia, eventualmente mescolato con un poco di olio di semi di girasole) è piuttosto bassa (circa 180°). Potete accertarvi della temperatura, immergendo una goccia di pastella nell’olio: se scende sul fondo e poi risale, la temperatura è ok!

Ingredienti della pastella per tempura (dosi per 1 tuorlo):
  • 1 uovo
  • 100 g farina setacciata
  • acqua gelata (circa 100 ml)
  • sale

Preparazione:

In una terrina fredda, sbattete l’uovo (o solo il tuorlo) con l’acqua gelata. Aggiungete, setacciandola, la farina e mescolate in continuazione e delicatamente per evitare grumi. Salate e quando avrete ottenuto una pastella liscia e omogenea, riponetela in frigo fino al momento di utilizzarla, o almeno per un quarto d’ora.
Lavate gli ingredienti da friggere, asciugateli con cura, passateli leggermente nella farina e poi nella pastella, eliminando quella in eccesso.

pollo alla birra

Ingredienti per 4 persone:
  • 8 coscette di pollo ( o anche sovraccosce di pollo),
  • 1 cipolla,
  • 500 ml di birra,
  • 50 gr di farina 00,
  • sedano,
  • 1 carota,
  • 3 cucchiai d’olio,
  • sale e pepe

Preparazione:

Far rosolare in poco olio, in una wok le cipolle, la carota e il sedano tagliuzzato in pezzetti piccolissimi. Fare dei tagli sulle coscette di pollo, salare, pepare, infarnarle e metterle nella wok.
Rosolate bene da entrambi i lati le coscette. Una volta rosolate le coscette, aggiungere la birra fin quasi a ricoprirle e cuocere a fiamma bassa per 30 minuti circa (con un coperchio sopra).
A cottura quasi ultimata, aggiustare di sale, togliere il coperchio e alzare la fiamma facendo restringere il sughetto del pollo.

P.s. preparate del pane caldo perchè la scarpetta con il pollo alla birra è d’obbligo ;):D

lunedì 28 settembre 2009

cake di zucchine e speck

Ingredienti:
  • 500 gr di zucchine e fiori
  • 150 gr di spek
  • 125 gr di yogurt intero
  • 250 gr di farina
  • 3 uova
  • 25 gr di lievito
  • 8 cucchiai di olio
  • 30 gr di parmigiano grattugiato
  • q.b. di sale

Preparazione:

1.Tagliare finemente le zucchine e i fiori.
2.In una padella far rosolare lo speck con 2 cucchiai di olio, e aggiungerci le zucchine con i fiori e il sale e farle cuocere.
3.In una terrina mischiare le uova con lo yogurt, il sale, la farina setacciata, il lievito, l'olio, il formaggio e le zucchine raffreddate.
4.Poi versare il tutto in uno stampo imburrato e infarinato.
5.Infornare il composto per 45 minuti a 180°.

cocktail

Ranger
  • 3/5 Gin
  • 1/5 Vermouth Dry
  • 1/5 Vermouth
  • 1 cucchiaio di succo di pompelmo
  • 1/2 cucchiaio di Granatina
Shakerare
Carine
  • 1/2 Gin
  • 1/4 Dubonnet
  • 1/4 Crema di Mandarino
Servire con cubetti di ghiaccio e guarnire con uno spicchio di mandarino
Cardinal
  • 1/2 Gin
  • 1/4 Campari
  • 1/4 Vermouth Dry
Servire con cubetti di ghiaccio, scorza di limone e arancia
Casanova
  • 1/3 Gin
  • 1/3 Rum
  • 1/3 Cognac
  • 1 Spruzzo di Angostura
Shakerare con cubetti di ghiaccio
Cat's eye
  • 1/3 Gin
  • 1/3 Vermouth Dry
  • 1/6 Triple Sec
  • 1/6 Succo di limone
  • 1 Cucchiaio di Kirsch
Shakerare con cubetti di ghiaccio
Servire con un'oliva

Churchill
  • 1/2 Whisky
  • 1/6 Succo di limone
  • 1/6 Vermouth
  • 1/6 Cointreau
Shakerare

torta diplomatica

Ingredienti e dosi per 6 persone:
  • 230 g di pasta sfoglia stesa surgelata
  • Liquore "Alchermes" q.b.
  • Zucchero a velo q.b.

Per il Pan di Spagna:

  • 100 g. di farina
  • 100 g. di zucchero in polvere
  • 3 uova
  • 1 limone
  • 1 bustina di lievito "Pane degli Angeli"
  • Burro e farina per ungere q.b.

Per la crema:

  • 90 g. di zucchero in polvere
  • 75 g. di farina
  • 3 tuorli d'uovo
  • 1/2 litro di latte
  • 1 limone

Preparazione:

Aprite la pasta sfoglia sul piano di lavoro, ricavarne due rettangoli di 15 x 25 cm., punzecchiarli con le punte di una forchetta e trasferirli su una placca foderata con carta da forno; infornate per circa 15-20 minuti a 180°: la pasta non deve cuocere molto e neanche dorarsi, ma deve risultare morbida.
Preparate innanzi tutto il Pan di Spagna nel seguente modo: mettete in una terrina i rossi d'uovo e lo zucchero in polvere, e lavorate con il frullatore elettrico finche' il composto sara' ben montato, leggero e rigonfio; montate a parte i bianchi d'uovo rimasti e sbatterli bene con la frusta, fino ad averli a neve ferma; unite delicatamente le chiare ai rossi e poi versare su tutto, a pioggia, la farina fine da dolci; aggiungete la buccia grattugiata del limone e, per ultimo, il lievito.
Versate il composto ben amalgamato in una teglia antiaderente rettangolare di 15 x 25 cm. precedentemente imburrata e infarinata ed infornare a 180° per 30-40 minuti.
Nel frattempo, preparate la crema pasticciera: versare in una terrina lo zucchero e i rossi d'uovo; sbattete con una frusta ed aggiungete la farina e la buccia del limone precedentemente grattugiata.
Mettete sul fuoco il latte e quando sara' piuttosto caldo versarlo a piccole quantita' nella terrina, amalgamando bene con la frusta; travasate quindi la crema in un tegamino e portarla sul fuoco, facendola bollire dolcemente per tre-quattro minuti: essa si addensera' gradatamente perdendo il sapore della farina. Fate quindi raffreddare, avendo cura di mescolarla di tanto in tanto per impedirne la formazione di pellicola in superficie.
Procedere ora alla composizione del dolce: foderate la teglia antiaderente rettangolare con della pellicola da cucina facendola debordare abbondantemente, sistemarvi quindi un foglio di pasta sfoglia, stendervi sopra uno strato generoso di crema pasticciera, coprire con il Pan di Spagna e bagnarlo con l'Alchermes; stendete un nuovo strato di crema e terminare con il secondo rettangolo di pasta sfoglia; chiudete bene il dolce con la pellicola, mettervi sopra un peso in maniera che sia uniforme su tutta la superficie e tenerlo in frigorifero per qualche ora: in questo modo il dolce risultera' perfettamente compattato e sara' piu' facile dividerlo in porzioni.
Prima di servire, togliete il peso, aprire la pellicola e adagiare sul dolce il piatto di portata; rovesciarlo ed eliminarvi completamente la pellicola; cospargerne la superficie con dello zucchero a velo fatto cadere a pioggia da un colino e servire.


N.B.:A piacere, il dolce puo' essere farcito con della crema pasticciera al cioccolato (in questo caso, al posto dell'Alchermes e' meglio utilizzare la Marsala all'uovo); oppure con la classica crema chantilly (da abbinare ad un liquore bianco tipo Rhum o Maraschino).
Il Pan di Spagna e la crema possono essere preparate anche il giorno prima, ma il dolce e' meglio assemblarlo il giorno che deve essere servito, perche' la sfoglia tende poi ad inumidire e diventare dura.
Per tagliare il dolce usare un coltello seghettato.

sabato 26 settembre 2009

pezzogna all'acqua pazza


Ingredienti per 4 persone:
  • 4 pezzogne di 250 gr. circa
  • 100 gr. di olio di oliva extravergine
  • 1 gambo di sedano tritato
  • 2 spicchi d'aglio tritato
  • 20 gr. capperi dissalati
  • prezzemolo
  • 200 gr. di pomodorini
  • peperoncino
  • sale
  • pepe nero

Preparazione:

Soffriggete nell'olio bollente l'aglio fino a farlo imbiondire, aggiungete poi il sedano e il peperoncino e lasciate cuocere per qualche minuto, quindi i capperi, il prezzemolo, i pomodorini e 2 bicchieri d’acqua. Quando l’acqua bolle aggiungete le pezzogne e lasciate cuocere per un quarto d’ora circa. Una volta pronte spolverate di abbondante prezzemolo e pepe nero e servite.

Vino consigliato: Vigna Caracci Villa Matilde

tiramisu'


Le origini del Tiramisù sono molto incerte perché ogni regione vorrebbe aver "inventato" questa prelibatezza: per questo motivo è nata una sorta di contesa tra Toscana, Piemonte e Veneto.Moltissime sono le leggende legate a questo dolce a cui vennero attribuite addirittura qualità afrodisiache.La versione ufficiala colloca la nascita del tiramisù nel XVII secolo a Siena quando alcuni pasticceri, in vista dell'arrivo del Granduca di Toscana Cosimo de Medici, decisero di preparare un dolce per celebrare la sua grandezza.Decisero così che il dolce doveva rispecchiare la personalità del Granduca: doveva quindi essere un dolce importante e gustoso ma allo stesso tempo preparato con ingredienti semplici e, cosa importante, doveva essere estremamente goloso poiché Cosimo amava letteralmente i dolci.Così fu realizzato il nostro Tiramisù che all'epoca era chiamato "zuppa del duca" proprio in onore di Cosimo de Medici che portò con se la ricetta a Firenze facendola conoscere in tutta Italia.La leggenda racconta inoltre, che la zuppa del duca divenne il dolce preferito dai nobili che gli attribuivano proprietà afrodisiache ed eccitanti: da qui il nome Tiramisù. La versione non ufficiale, invece, narra che a inventare il Tiramisù sia stato un pasticcere torinese in onore di Camillo Benso conte di Cavour per sostenerlo nella sua difficile impresa di unificare l'Italia.Anche il Veneto ha una sua versione in merito: sembra che il tiramisù sia stato inventato nel ristorante "el Toulà" di Treviso situato all'epoca nei pressi di una casa chiusa e servito appunto per "tirare su".
Ingredienti:
  • cacao in polvere q.b
  • caffe' forte e zuccherato
  • mascarpone 500gr.
  • uova 6
  • zucchero 120gr.
  • savoiardi 400gr

Preparazione:

Per prima cosa preparate il caffè, nella quantità necesseria per inzuppare i savoiardi, versatelo in una ciotola e lasciatelo intiepidire. Nel frattempo montate i tuorli delle uova insieme a metà dello zucchero fino ad ottenere. Successivamente lavorate il mascarpone con uno sbattitore fino a ottenere una crema senza grumi e da unire al composto di uova e zucchero precedentemente preparato. Montate ora gli albumi a neve con un pizzico di sale, aggiungete la restante metà dello zucchero e, con un mestolo di legno, uniteli poco alla volta e delicatamente al composto di mascarpone e tuorli; avrete ottenuto la crema del tiramisù. Bagnate i savoiardi nel caffe'(dovranno essere ben imbevuti ma non completamente zuppi) ed adagiateli in un contenitore. Ricoprite i savoiardi inzuppati con uno strato di crema al mascarpone aiutandovi con una spatolina. Disponete poi il secondo strato di savoiardi: se i primi li avete disposti verticalmente, questi ultimi poneteli orizzontalmente (e viceversa). Ricoprireteli con la restante crema che livellerete. Terminata questa operazione spolverizzate con abbondante cacao amaro la superficie del vostro dolce. Riponete in frigo per qualche ora per farlo compattare.

Da accompagnare con lo zibibbo

croccante alle mandorle


Il croccante è un tipico dolce natalizio, di semplice realizzazione e grande gusto ma di origini discusse: è preparato in moltissime regioni d’Italia, specialmente al centro-sud, e tutte vantano una tradizione al riguardo. Ci sono diverse ipotesi circa la sua origine, come anche per il torrone. Si hanno testimonianze scritte di questo dolce su di un testo spagnolo del 1475, il che fa presumere la provenienza iberica, ma altri avanzano l’ipotesi che il croccante sia nato nel meridione d'Italia intorno al ‘200, come derivazione di un tipico dolce arabo, fatto a base di mandorle, miele, zucchero e spezie.In diverse province italiane, si svolgono manifestazioni dove il protagonista è il croccante, con il quale grandi artigiani si sfidano in una gara di fantasia e abilità per formare delle bellissime sculture, come a Sestola (Mo), o a San Marco dei Cavoti (BN).

gnocchetti al nero di seppia con salsa di spigola e zafferano


Gli gnocchetti al nero di seppia con salsa di spigola e zafferano, sono un primo piatto discretamente impegnativo, molto sofisticato, estivo, dal sapore corposo e avvolgente.La salsa di spigola e zafferano, delicatamente legata dalla panna, rende davvero speciali questi gnocchetti al nero di seppia, che sono particolari nel colore e nel gusto!

giovedì 24 settembre 2009

nutellotta


La nutellotta è una torta fatta con un pan di spagna al cioccolato farcita di una crema alla nutella. Tutti i napoletani associano questa torta alla famosa pasticceria Bellavia perchè è lì che l'hanno 'inventata'.

frittelle di zucca



mousse alle mandorle




taralli 'nzogna e pepe


Da dove nasca la parola tarallo, non si sa con certezza. Per cui si sprecano le ipotesi: c’è chi dice dal latino “torrère” (abbrustolire), e chi dal francese “toral” (essiccatoio). Facendo riferimento alla sua forma rotondeggiante, qualcuno pensa che tarallo derivi invece dall’italico “tar” (avvolgere), o dal francese antico “danal”, (pain rond, pane rotondo).
La tesi più attendibile vuole peraltro che tarallo discenda dall’etimo greco “daratos”, “sorta di pane”. Se non è chiaro da quale etimo nasca il tarallo, si sa invece dove cresce: sotto un panno che ne favorisce la lievitazione. E soprattutto si sa quando il tarallo si è diffuso, e perché.
Matilde Serao, che tanto ha scritto su Napoli, e sul tarallo partenopeo, nella sua famosa opera “Il Ventre di Napoli”, descrive i famosi “fondaci”, le zone popolari a ridosso del porto, brulicanti di una popolazione denutrita e di conseguenza famelica. Il Ventre di Napoli era pieno di gente, ma il ventre di quella gente era spaventosamente vuoto. A riempirlo, dalla fine del 700, ci provavano (e spesso ci riuscivano) i taralli.
Dove non c’è quasi nulla, nulla si distrugge, e tutto si crea. Così i fornai non si sognavano neppure di buttare via lo ”sfriddo”, cioè i ritagli, della pasta con cui avevano appena preparato il pane da infornare.
A questi avanzi di pasta lievitata aggiungevano un po’ di “nzogna” (la sugna: in italiano, lo strutto, il grasso di maiale) e parecchio pepe, e con le loro abili mani riducevano la pasta a due striscioline. Poi le attorcigliavano tra di loro, davano a questa treccia una forma a ciambellina, e via nel forno, insieme al pane.
All’inizio dell’800 il tarallo “’nzogna e pepe” si arricchì di un altro ingrediente che tuttora ne è parte integrante: la mandorla. Non si sa chi l’abbia presentata per primo al tarallo, ma chiunque sia stato, merita la nostra gratitudine: il sapore della mandorla va infatti a nozze col pepe.

cozze gratinate

Brutta, sporca, scura scura,
dentro il mar non fa figura.
Ma se è pronta da mangiare,
è davvero un altro affare!
Delle cozze gratinate
ne puoi fare scorpacciate,
La ricetta più apprezzata
è la cozza all'impepata.
Assolute, o all'occasione
con un poco di limone,
queste cozze sono egregie.
Sono come le ciliegie:
una sola ti si strozza,
ma da cozza nasce cozza.
Mangiar cozze non fa male,
se non superi il quintale!


o' tortaniell


...inizio da buon partenopeo col tortano. E' la ricetta classica e secondo me la migliore, ma accetto consigli, gran consigli, consigli che non rovinino ma che ne esaltino il sapore. Il tortano è poco raffinato si mangia con le mani ti sporchi, ma è buono per questo: per la sua semplicita', il suo profumo....ha una sola pecca :D ci vuole tempo per digerirlo.
Benvenuti a tutti

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